Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
Così, i miei hanno deciso di comprare il decoder Sky. Io non ero d'accordo, ma la mia opposizione non è accompagnata da potere decisionale, quindi, nonostante tutto, l'hanno preso. Ma perché mai dovrei essere contrario a Sky? Invero, di Sky m'importa molto poco, il mio problema è Rupert Murdoch. Australiano, nato l'11 marzo 1931, 3 mogli e 6 figli. E fin qua, niente di male. Murdock (con il supporto della Liberty Media Corporation) controlla News Entertainment, Fox Entertainment, National Geographics, 20th Century Fox. Il suo impero si estende alla carta stampata, con Weekly Standard, TV Guide, New York Post, The Sun, The Times, Daily Telegraph, The Herald Sun, The Sunday Telegraph, Indipendent Newspapers. Alle televisioni via cavo o via satellite, come BSkyB, StarTV e Sky (nata dalla fusione di Tele+ e Steam). Questa enorme concentrazione di potere rende Murdock uno dei fautori del "cartello" mondiale dei media, formato da società quali AOL/Time Warner, Viacom, Liberty Media Corporation, Walt Disney Company, AT&T... La Liberty Media Corporation (che, sottolineo, non è controllata da Murdock: fa solo parte dell'oligarchia) controlla Discovery Channel, USA Network, Telemundo e USA Film, ma anche 70 radio e centinaia di riviste. Tra l'altro la Liberty Media Corporation fa capo anche alla francese Vivendi Universal che possiede centinaia di televisioni, radio, giornali, riviste, mezzi di telecomunicazione, case discografiche, e portali internet. Beh, tanto per fare qualche nome famoso: Universal Studios, PolyGram, MCA, Sci-Fi Channel, Express, Vodafone, Monaco Telecom... . Che belli i nostri liberi mass media! Si pensi che addirittura la mitica CNN è controllata da questo cartello! (AOL/Time Warner) A questo punto Murdoch potrebbe quasi sembrare un pesce piccolo, ma resta un gigante se paragonato, ad esempio, a Berlusconi (Mediaset, Medusa, Finivest, Mondadori, Il Giornale, Il corriere della sera...). Nella vita, tutti dobbiamo scendere a compromessi, motivo per cui non mi faccio scrupoli a guardare Italia 1 (Berlusconi) e La 7 (Tronchetti-Provera)... Ma Sky è del tutto estranea a questo contesto e certo non mi è di alcuna utilità. Per questo, sono contrario. Ora, mi rivolgo a tutti quelli che a casa propria hanno potere decisionale: boicottate Sky!
Se dio vorrà, finirò il liceo. E poi? Presumibilmente finirò all'università(non so bene dove). In linea di massima, sarà dura. Dovrò viaggiare: qui a Novara c'è poco e niente. Dovrò sperare di aver fatto la scelta giusta, e poi dovrò trovarmi un lavoro, il meno precario possibile, se è possibile. Detto così, pare poco. Mi avevano indirizzato ad un professionale, oppure verso qualcosa di umanistico (ovvero, professionale). Io no, io volevo il liceo. Classico a parte, mi iscrissi al socio-spsico-pedagogico: un anno buttato via. Restare bocciato in seconda mi è servito tantissimo: da allora sono maturato, ho imparato a pensare con la mia testa. Tuttavia, il resto del mondo si ostina a guardare solo i meri risultati scolastici, quindi, al diavolo. Finii nel liceo delle scienze sociali. E, per ora tutto bene. Il mio passato ed il mio io presente condizionano fortemente le possibilità per il futuro: ormai di fare l'idraulico (che, comunque, è un ottimo lavoro) non se ne parla più, visto che non ho fatto il professionale; e vale per molti bei lavori manuali, per cui non sono portato, ma che farei. A me piace scrivere: se potessi mi guadagnerei da vivere scrivendo, magari per un giornale, anche come cronista di guerra, non m'importa come. Sfortunatamente, le probabilità che ho di finire in un ambiente del genere sono misere, vuoi perché i quotidiani non vendono più, vuoi perché è un settore già pieno. Potei studiare lettere moderne, e finire disoccupato nello strapieno campo dell'insegnamento. Ripiegherei sulla psicologia. Ma se poi scoprissi che non fa per me? E troverò qualcosa che mi dia da mangiare? Forse dovrei fuggire. Forse dovrei, ma non me la sento di farlo: mi sembra irresponsabile lasciare che tutto vada in malora preoccupandosi solo per la propria pelle. Tuttavia, non sono fatto nemmeno per combattere. Coerentemente, mi sposto quei tanti centimetri che bastano per evitare l'onda d'urto, e poi torno come stavo. E' sempre stato così, e non so se cambierò. Sogno di emigrare. Di andare a vivere nel sud d'Italia, dove la vita scora più lenta. Oppure all'estero, magari in Nuova Zelanda. A mirare albe e tramonti, il mare e le montagne. Con un gregge di pecore, una biblioteca piena di libri ed un iBook, con cui scrivere fino a consumare la tastiera, riempire questo blog di pensieri e di emozioni. E chissà, che magari non mi riesca di scrivere un saggio, od un romanzo. Per ora il massimo che riesca a fare è critica sociale. Critica a questo governo ladro che prende le nuove generazioni e le lascia allo sbando. Tra crisi economica, precariato e qualità scadente dell'insegnamento. E' tutto. Se vuoi posso fari un'analisi della politica estera russa, oppure spiegarti il mio pensiero sulla guerra al terrorismo con tutti i riferimenti del caso. Potrei andare avanti per ore a parlare d'attualità. Potrei parlare di filosofia, di storia, di economia. Considero il mio aver sempre avuto pochi amici (e pochi contatti sociali, nel senso più ampio del termine) una sorta di sublime affilatissima lama a doppio taglio. Vado orgoglioso di tutti questi interessi che se fossi cresciuto come la società impone non avrei. E della cultura, della capacità di ragionare, di comprendere i testi e di scriverli, di seguire ragionamenti. Di azzeccare i congiuntivi, quasi tutti. Sfortunatamente, c'è sempre dritto e rovescio. Non so stare in compagnia, non so scherzare. Non riesco a sopportare le cazzate per più di cinque minuti. Non mi riesce di tenere una conversazione sul livello della stragrande maggioranza dei miei coetanei (e non solo, sfortunatamente). Non riesco a non pensare con la mia testa. Il presente, di per sé impercettibile è questo: piacere e sofferenza, gioia e malinconia; tutte cose che si percepiscono benissimo. Il passato è nostalgia e rimorso, oppure soddisfazione, a tratti. Il futuro, è un'incognita. Un'incognita, nel mio caso, decisamente inquietante.
14:30, Via Piave. Non mi sentivo affatto pronto: nelle schede fatte a casa ero sempre sui quattro-cinque errori... Mi presentai in divisa, ovvero: maglietta nera, camicia della Marlboro (sempre la stessa, adoro quella camicia), jeans grigi (scoloriti, sempre gli stessi) di CalvinKlein, vecchissime Nike tutte rotte. Caratteristico palazzo fascista a tre piani: trovai tutti già li davanti in attesa. Riconobbi Ilaria (ex compagna di classe) e Fabio (conosciuto a scuola guida), più qualche faccia sparsa a cui non saprei attribuire un nome. Due ore e mezza di attesa, prima di noi passano ben tre gruppi. Poi, finalmente, ci chiamano. Interessanti, quelle ore di attesa. La tensione per l'esame, tutta quell'adrenalina in corpo che è normale quando si sta per essere giudicati, ma che non è proprio il massimo del comfort. Quella cosa che stringe lo stomaco e mette un peso in gola. Si cerca di ironizzare, ma quel senso di attesa c'è sempre. Soprattutto in quel palazzo fascista con le inferriate alle finestre. Via, via, si fanno appelli e noi non veniamo chiamati. Come nel braccio della morte, i condannati vedono gli altri che a gruppi varcano la soglia, e non sanno esattamente cosa li aspetta. Ma sanno che non sarà piacevole, e questo basta a fargli sudare freddo. Combattuti, tra il "restiamo in vita ancora un po'" ed il "leviamoci il problema una volta per tutte". Allora, con quello spirito di fratellanza che unisce gli uomini nelle situazioni difficili, chiacchierammo un po' a ruota libera: tra filosofia spicciola, ironia, amicizie comuni, scuola. Per ingannare il tempo, per moderare la tensione. Un'atmosfera particolare, combattuta tra quello che c'è e quello che arriverà. Un'atmosfera effimera. La bellezza è nell'attesa e nel ricordo: l'atto in sé è tropo veloce per essere ben assaporato. Lo diceva Leopardi, ed aveva ragione. Dopo un'ora e mezza, ci chiamano. Eccola, la tensione di prima, che fa sudare le mani e tremare le gambe. Più forte che mai. La mia scheda non era particolarmente difficile: guardai la prima domanda e pensai "falso". E la penna, andò a crocettare la casella con la V. Beh, con le mani che tremavano, finii di completare la scheda. La consegnai, ed attesi che tutti finissero. Poi, si passò alle correzioni. Chiamarono Fabio, passato. Chiamarono Ilaria, niente da fare: 6 errori. Mi chiamarono. Tre errori: è andata. Esco che sono già passate le 17:30. Dico ad Ilaria che la prossima volta andrà meglio, è la seconda volta che ci prova. Mi prendo un gelato, e torno a casa. Domani ho una verifica di diritto... E poi, devo ancora fare anche i compiti di francese e di italiano. Beh, magari me la cavo.
Due giorni fa ho ordinato l'iMic. Bene, è arrivato.
Un dischetto di plastica con un (corto) cavetto USB.
Collegato al Mac, subito attivo. E funziona! Provato Skype...
Beh, le cuffie che ho non sono un granché, ma il suono passa senza distorsioni od interferenze. Almeno, da Mac a telefono fisso va', poi devo provare (tanto è gratis) la forma computer-computer...
Mi addormento con gli Spyro Gyra e mi sveglio con Neil Young.
L'alternativa sono i One Million Dollars (oppure i Pat Metheny Group).
E poi, beh, c'è sempre Battiato (il mito).
Come se non bastasse, sto cominciando a sviluppare una certa forma di insofferenza verso tutta quella musica commerciale da Festivalbar (anche se alcune canzoni sono molto belle).
Credo che il mondo abbia un gran bisogno del Jazz.
Beh, pensavo peggio. 10:30 - 12:30. Mi presento in divisa, ovvero: maglietta rossa della Simca (quella che mi avevano regalato l'ultimo giorno dello scorso anno), camicia della Marlboro (sempre la stessa, adoro quella camicia), jeans grigi (scoloriti, sempre gli stessi) di CalvinKlein. Capelli un po' più lunghi di come li avevo lasciati, prima o poi devo tagliarli. Di nuovo, solo le scarpe. E me l'hanno fatto notare subito. La classe è praticamente identica a come l'avevo lasciata. Faccio sempre un po' di fatica ad adattarmi ai gruppi, ma dal momento che infondo non mi sono mai veramente integrato, direi che è stata una passeggiata. Da oggi, per tutto l'anno scolastico appena cominciato dovrò stare in loro compagnia cinque mattine su sette; non che mi dispiaccia, certo... Per il resto, la noia la conoscevo, anche se non ci ero più abituato. Forse il termine "noia" non rende l'idea. E' un'atmosfera particolare, un po' di nuovo ed un po' di nostalgico, in un ambiente con tante regole e qualche eccezione che dà sempre troppo da studiare per casa. Dovrò riprendere il ritmo. Forse, è meglio che lo tenga anche un po' più sostenuto del solito, quel ritmo: ora sono in quinta. Per tutto il tempo di queste vacanze il mio orologio biologico ha come girato un po' più lentamente di come la società impone, un po' mi infastidisce doverlo rimettere cinque minuti avanti in previsione del mio ritardo di dieci. Ok, ora si ricomincia. Me lo sto ripetendo spesso "ora si ricomincia", un po' come tutte le mattine dico "ora mi alzo". Ma anche se prima o poi dovrò alzarmi davvero, mi limito a tirare un pugno allo *snooze*. E la notte dura ancora qualche minuto. Tuttavia, sarà meglio che mi svegli in fretta: ho ancora tutti i compiti per le vacanze da fare.
Undicisettembre. Dovrei parlarne come fanno tutti, ma trovo estremamente faticoso scrivere banalità su un argomento simile. Le immagini dell'aereo che va ad impattare con la seconda torre in una nuvola di fumo e fiamme, mi hanno colpito. Quella mattina di fine estate in cui mia mamma mi telefonò dall'ufficio per dirmi di accendere il televisore. Dovevo essermi spaventato, in un primo momento, ma poi tutto è scomparso. Dopo soltanto pochi giorni da quella tragedia, era evidente che qualcosa non quadrava. Arabi che su quei voli non c'erano, presunti dirottatori ancora vivi, documenti della CIA che il presidente avrebbe trattato come carta straccia, rapporti di amicizia tra i Bush ed Osama Bin Laden, il presunto aereo che avrebbe colpito l'ala Est del Pentagono, l'UFO bianco... La mia maledetta mente razionale prese velocemente il sopravvento. Ora, ogni volta penso all'11 settembre 2001, il piccolo copirazionista che mi porto dentro va su di giri. Se non fosse per lui, proprio non saprei cosa provare. Sono sicuro che non passi giorno in cui il governo americano (e, certo, alcuni altri governi sparsi in giro per il mondo) non ringrazi Dio onnipotente per questa favolosa occasione. Il Patriot Act fu solo il vertice di quell'enorme iceberg che il governo mosse per far fronte alla libertà dei cittadini americani. E poi. Iran: un libero stato sovrano che non proteggeva i terroristi e non ha mai costituito un pericolo per l'America. Vittime civili, gente che forse neanche sapeva perché quella scimmia di presidente ce l'avesse tanto con loro. E lui, la scimmia, voleva solo muovere i propri eserciti e le proprie imprese, e magari assicurarsi di avere tutto il petrolio disponibile. Infondo, chi ha messo i Talebani in Afganistan? Iraq: un libero stato sovrano che non proteggeva i terroristi, non disponeva di armi di distruzione di massa e non ha mai costituito un pericolo per l'America. Ancora vittime civili, gente che però aveva già capito di essere nell'occhio del ciclone. Prima gli USA regalarono il potere a Saddam. Poi affamarono i cittadini iracheni con l'embargo. In pratica, li presero in ostaggio: chi mai si sarebbe opposto alla prima democrazia (per finta) mondiale? Non restava che mandarci i marine e farla finita. Le prossime tappe saranno l'Iran (libero stato sovrano che non protegge i terroristi e non costituisce un pericolo né per l'America, né per l'Europa), poi la Siria (libero stato sovrano che non protegge...). Chi sono i veri terroristi? Onestamente, mi preoccupa di più il governo americano di Al Quaida. In fondo cos'è l'Italia se non un libero stato sovrano che non protegge i terroristi e non costituisce un pericolo né per l'America, né per l'Europa?
P.S. Pubblico questo breve testo anche su BlogFriends, qui.
Mi sono deciso a provare Skype. Beh, niente male come programma, i costi sono ridotti... Compro un po' di credito e faccio qualche chiamata di prova. La ricezione è ok, ma non riesco a trasmettere; in altre parole, se l'altro parla lo sento, ma lui non sente me. Ok, provo a chiamare casa mia, scopro così che tutto sommato si sente... Ma il volume è bassissimo. Si percepisce appena con il vivavoce, per dare un'idea. Bene, provo ad impostare diversamente il Mac, poi chiamo il servizio clienti di Skipe. Mi arriva una confusa e-mail in cui (sempre in inglese) mi si spiega come io dovrei andare a modificare manualmente i file xml di configurazione. Va bene, proviamoci: al massimo cancello tutte le preferenze e riprovo. Niente. Ok, il problema sarà il microfono, se l'impostazione è corretta... Salta fuori che non è il Mic, ma il Mac ad avere problemi. Non cose gravi, è solo che Apple vuol sempre far di testa sua... In altre parole, mi serve un amplificatore per il microfono, oppure un microfono USB. Bene! Microfoni USB costano un occhio, amplificatori non mi fido ad usarli: se amplifico troppo rischio di bruciare la scheda audio (che è integrata alla scheda madre, ovvero: un PowerMac da buttar via). Mi serve un adattatore... Eccolo: l'iMic, di Griffin. 39,99 $ di adattatore. IVA e spedizione escluse, presumo.
Pronto... Ah, quelli del 187... Sì, allora, io non riesco ad accedere alla mia casella di posta e ad usufruire dei servizi RossoAlice.... Ecco, giusto, non posso fare il log-in... mi dice che la username non è corretta... COOOOSSAAA?!?!?! No, dai, non scherziamo... Bene, con Mac non si può... Beh, a questo punto dovrei pagare di meno... Perché voi mi date meno servizi... Già, giusto, sono stato io a scegliervi, e io sapevo che non... IO NON LO SAPEVO!!! Non c'è scritto da nessuna pare sul vostro ca**o di sito che se hai un Mac sei tagliato fuori!!! Si, però, è vero, si può sempre disdire, così poi devo cercarmi un altro provider... Si, guardi, di sicuro comincerò a star dietro agli antivirus di Wincroz per la vostra casella di posta...